Albertina Pioli ed i Galgo Español . Differenze morfologiche e funzionali tra il Levriere Spagnolo ed il Levriere Inglese.


Ho conosciuto Albertina ai primi coursing organizzati in Italia e spesso lei ed i suoi Galgos, hanno partecipato a manifestazioni che ho organizzato. Alla fine degli anni 90 del secolo scorso, alcune razze del Gruppo 10, che ora sono quasi scomparse dai nostri show o gare sportive come gli Sloughi o i Deerhounds, partecipavano alle manifestazioni sportive. Anche i nobili Galgo Español sono oramai latitanti! E’ un vero peccato che queste razze, solo in Italia, non siano considerate o poco sponsorizzate. 

Ringrazio Albertina per questa splendida opportunità



Mi chiamo Albertina Pioli, la mia passione per i levrieri è nata ai primi di agosto del 1996 vedendo, per caso, una coppia di galgos españoles rincorrere una lepre “in campo aperto” in una zona sperduta della Castilla la Mancha … è stato amore a prima vista!! Quella sera stessa ho contattato un allevatore di cui avevo visto la pubblicità sulla rivista di caccia Trofeo … gli era appena nata una cucciolata e quindi, alla  fine di settembre ero di nuovo in Spagna per portare con me in Italia Mira, una cucciola tigrata di quaranta giorni, con un carattere eccezionale e una gran voglia di correre e  cacciare. 

Mira

Poiché l’allevatore non aveva denunciato la cucciolata, Mira (un allevamento di Arévalo, vicino ad Àvila, che si chiama De la Horça),  non aveva documenti, ma grazie ai preziosi consigli di Angela Amaturo, allora presidente del Club del Levriero, ha preso il LIR in Italia, con il giudice Gilberto Grandi. Con lei e con Niebla del Llarizo (figlia di Noble del Llarizo x Hierbabuena del Llarrizo), che ho preso l’anno successivo a Madrid, abbiamo partecipato a moltissimi coursing in Italia e in Europa, essendo i galgos dei fondisti, anche se sia Mira che Niebla hanno fatto ottimi tempi anche in pista: Mira, a un anno di età, è stata, con un tempo di 19.50, se non ricordo male, il levriero più veloce alla Pista in Festa del GPL nel 1997… hanno sempre avuto ottimi risultati anche in esposizione, anche se il loro temperamento non era fatto per i ring di bellezza. 

Niebla del Llarizo

Con Antonio Zorilla, allevatore di Niebla, è nata una bella amicizia, grazie alla quale ho fatto arrivare in Italia, altri esemplari con il suo affisso. Appassionandomi sempre di più a questi meravigliosi cani, eccelsi cacciatori e dolcissimi compagni, il cui numero all’epoca in Italia non arrivava neanche alla decina, e che ancora troppo spesso venivano presi per brutti Greyhounds, capitava, infatti, di sentirsi dire dai giudici: “Chi è il cretino che ha portato un Greyhound nel gruppo misto??” ho approfondito la conoscenza della razza, soprattutto dal punto di vista storico,   recuperando quanto più materiale possibile in Spagna e, attraverso la collaborazione dapprima con il giornalino del GPL, poi con il Baraka Book, la bellissima rivista curata da Roberto Forsoni, e altre riviste canine “generaliste”, ho cercato di farla conoscere meglio agli altri levrieristi e appassionati cinofili. Purtroppo, per vari motivi, familiari e lavorativi, non ho avuto modo né di fare cucciolate né di avere altri esemplari oltre a Mira e Niebla, che mi hanno lasciato a un paio di mesi di distanza una dall’altra nel 2015 e  che resteranno, ovviamente, nel mio cuore per  sempre.


GALGO ESPAÑOL “fisico da cacciatore”

Differenze morfologiche e funzionali tra il Levriere Spagnolo ed il Levriere Inglese.

Di Albertina Pioli – Foto Domingo de Miguel (articolo del 1998)

   La Spagna è ancora oggi un paese, tra gli ultimi in Europa, profondamente rurale in cui l'attività venatoria è tuttora molto praticata e non solo nella forma moderna con il cane da ferma e il fucile, ma anche nelle modalità più antiche, quelle con il levriere e con il falcone, con le quali si porta avanti una tradizione di caccia in cui non è fondamentale la cattura della preda, quanto lo spettacolo di una lotta naturale tra essa e il suo inseguitore. Il paese stesso deve il suo nome España, alla denominazione datole dai Fenici, che commerciavano con essa, Spanjah (ricca di lepri), perché è da sempre popolata da una fauna molto numerosa di questi leporidi ormai decimata negli altri paesi europei.

Non si è ancora stabilito se furono proprio i Fenici a portare il levriere nella Penisola Iberica o se vi arrivò con i Celti, ma è certo che un cane di questo tipo era già presente ed adattato al territorio quando i Romani conquistarono l'Hispania (i primi insediamenti furono nel 111 a.C.), secondo la testimonianza per esempio, Lucio Giunio Moderato Columella (I sec. d.C.). Il levriere in Spagna prende il nome di "Galgo", dal latino Gallicus Vertragus, che denominava i velocissimi cani usati nella caccia dai Celti (Galli o Gali per i Romani, Galati per i Greci), che si erano diffusi in tutto il territorio dell'Impero. Le invasioni barbariche concomitanti alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, molto numerose in Spagna (Vandali, Suebi e Visigoti) e quella Araba dell'VIII sec. portarono poi altri levrieri che si incrociarono con il galgo già presente e adattato al territorio ed al clima spagnolo. Nel corso dei secoli la diffusione e l'apprezzamento del galgo nella sua patria non ha mai avuto battute d'arresto, fino al nostro secolo, quando, l'importazione di numerosi esemplari di greyhound, portò "le alte sfere galgueras" soprattutto nella persona di colui che più di ogni altro avrebbe dovuto vegliare ed impedire che ciò avvenisse, il presidente della Real Sociedad de Fomento de Las Razas Caninas en España, Conte de Lérida, a pensare di poter creare una nuova razza che coniugasse lo scatto impressionante del greyhound alla notevole resistenza e alla capacità di correre su qualsiasi terreno del galgo. Gli incroci furono molto diffusi, si accoppiava uno stallone inglese ad una femmina spagnola e poi si proseguiva incrociando tra spagnoli per ottenere una percentuale del 25% di sangue inglese. Questi incroci si realizzarono per trent'anni, ma non portarono in realtà alla creazione di una nuova razza, in quanto si poteva ottenere qualche cane molto buono a fronte di un gran numero di cani molto scarsi. Per fortuna rimasero alcune zone ( in Castilla La Mancha) in cui sia per la conformazione del territorio che per il tipo di lepri, molto  resistenti, né il greyhound puro né l’incrocio anglo-spagnolo davano buoni risultati nella caccia, per cui alcuni cacciatori non convinti dalla moda del momento (non meticciando le loro antiche linee di sangue), continuarono a cacciare con l’antico levriere iberico. Da questi cani sono ripartiti seri ed appassionati allevatori che da anni sono impegnati al recupero totale della razza e non dimentichiamo che queste linee di sangue spagnolo sono alla base dei più importanti (e migliori fuori dalla Spagna) allevamenti francesi e tedeschi. Per portare a termine questa azione sono necessari, oltre ad un lavoro serio ed a molto impegno, sia le esposizioni di bellezza, che attestino la rispondenza dell’esemplare allo standard, sia le prove di caccia, che testimonino che esso continua a mantenere le sue capacità venatorie. Questo aspetto è fondamentale ed andrebbe tenuto presente anche nel resto d’Europa in cui si vedono galgos españoles in esposizione e pochissimi alle prove di lavoro, (come all’ultima nazionale francese dello SLAG in cui dei trenta galgos iscritti alla gara di bellezza solo otto hanno partecipato al coursing), fatto assolutamente non condiviso dagli allevatori spagnoli, che pur cercando di diffondere l’antica razza al di fuori della Spagna, sono sempre più critici nei confronti di chi non rispetta l’attitudine e la grande passione che questo cane dimostra per la caccia (di prede vere o zimbelli che sia).


Tra le questioni che riguardano la razza del galgo español, fondamentale è l’affermazione delle caratteristiche che lo differenziano dal greyhound, poiché sono molte le persone che alla vista di un galgo (credendolo a prima vista un greyhound molto leggero e non proprio in tipo), chiedono in che cosa sia diverso dal levriere inglese. In questo senso può essere utile una descrizione comparata dello standard delle due razze, che permetta di analizzare e confrontare le caratteristiche anatomiche principali di questi due levrieri. Per affrontare questo tema risulta molto utile la relazione dal titolo “Diagnosis Racial en el Galgo Español” che lo studioso Carlos Contera Alejandre ha svolto al simposio sulle razze autoctone di Spagna, poiché ritengo che affronti in modo sufficientemente chiaro e scientifico l'argomento. Da essa prende spunto il presente articolo, soprattutto per quel che riguarda l'aspetto anatomico e funzionale delle due razze (affrontando in maniera più articolata la descrizione del galgo español); egli afferma che "disgraziatamente oggi non è sufficiente descrivere le principali caratteristiche del nostro galgo ma risulta inevitabile sottolineare le caratteristiche che lo differenziano dal greyhound".

Una prima differenza fondamentale si ha già nella taglia, essendo il galgo español più piccolo del greyhound (da 60 a 70 cm contro i 68/76 dell'inglese), la letteratura sulla razza, fin dai testi più antichi (soprattutto la trattatistica medievale) ci testimonia che da sempre il levriere di Spagna pur essendo di taglia grande è più piccolo rispetto ad altre razze levriere (greyhound, sloughi, azawakh...) perché la taglia non troppo grande è fondamentale per riuscire nella caccia alla lepre su terreni difficili e accidentati come quelli spagnoli (ricordiamoci che il greyhound caccia in Inghilterra in cui la campagna è diversa, piatta e non accidentata, e dove le lepri sono meno grandi e meno resistenti, per cui lo scatto del levriere inglese risulta caratteristica indispensabile per la cattura della preda).

Nell'aspetto esteriore il galgo è magro e leggero, ma nello stesso tempo potente e come scrive Sarazà, studioso delle razze canine, deve essere "lungo in tutte le sue proporzioni" le linee del galgo español sono morbide, senza rilievi morfologici, è eumetrico (eumetrìa – Nel linguaggio medico, ordinata armonia nei movimenti volontari) in tutte le zone del corpo, in contrapposizione alla robustezza del greyhound, che pure presenta una grande armonia di linee. Nello spagnolo predominano tra i profili convessi, a differenza dell'inglese che è di profili retti; i suoi muscoli sono lunghi, estesi, da corridore da fondo; nell' inglese i muscoli, soprattutto della coscia, sono globulari, dalla rete vascolare fine e sottile.            '

La testa del galgo è stretta e allungata, fine, è caratterizzata da linee morbide, da un'espressione sobria, dalla commessura labiale più ampia. Una delle differenze più notevoli riguarda il profilo del muso, che nello spagnolo è convesso o subconvesso. Nel levriere inglese il profilo facciale e craneale è rettilineo. La sua testa è meno stretta, il muso è meno lungo. Lo stop nel galgo è ancora meno segnato che nel greyhound. Il fattore esteriore più influente nell'espressione del galgo sono le orbite oculari. In esso sono morbide, sfumate, poco in rilievo. Nell'inglese, sono più prominenti, più sferiche. L'inserzione dell'orecchio nello spagnolo è più alta. Sono orecchie piccole, ma più grandi quelle del greyhound. L'orecchio del levriere iberico è carnosa, ripiegato indietro a rosa, coperto di pelle fine, con pelo corto e morbido.

In attenzione, a metà si alzano, staccate dal cranio, mobili. Nell'inglese l'orecchio è più piccolo e corto, a punta, tenuto indietro, in direzione parallela e prossima all'asse mediano della testa.

La lunghezza del collo svolge un ruolo fondamentale nell'incalzare le lepri; nel galgo esso deve essere molto flessibile e leggermente arcuato. La sua particolare inserzione nel tronco determina una sua disposizione spaziale che tende all'orizzontalità, con il bordo inferiore rotondeggiante e la linea dorsale convessa. Nel greyhound il collo è meno lungo, verticale, eretto in movimento, dai bordi laterali rettilinei. In relazione alla taglia e conformazione dell'anteriore, la lunghezza e la flessibilità del collo dominano, sul piano pratico, nella valorizzazione del galgo cacciatore come buon uccisore. "Si può stabilire, in linea generale, che il galgo dal collo lungo e basso al garrese a riunisca le condizioni necessarie per catturare bene la lepre". La frase testuale di Collantes (importante studioso dell'anatomia e della funzionalità canina) limita nei suoi termini esatti la conformazione anteriore di un buon galgo español; l'angolo dell'articolazione scapolo-omerale è più chiuso, di conseguenza l'altezza al garrese è bassa, in relazione ad altre zone, per facilitare il raggiungimento della lepre. Nel greyhound la spalla è quasi verticale, di conseguenza esso è alto al garrese e corre con la testa più alta, per la specificità della corsa in cinodromo.

La "macchina" per fare km in serie successive necessita di un complesso sistema di alimentazione e di mantenimento. Nel nostro caso, questo funzionamento viene avvallato da un peculiare ingranaggio tra il sistema circolatorio e l'apparato respiratorio. Gli organi principali di questo meccanismo si trovano nella cassa toracica, che riflette una delle principali differenze esteriori tra il greyhound e il "superfondista" spagnolo. Come buon corridore di resistenza, il galgo possiede un petto profondo, in cui il diametro dorso-sternale (che va dal punto più in pendenza del garrese allo sterno) e la distanza tra la punta dell'ascella e l'ultima costola, sono è le misure più importanti. Il costato del galgo è lungo e piuttosto piatto (mi è capitato di leggere giudizi di giudici francesi che indicavano, in modo assolutamente erroneo, come difetto il costato abbastanza piatto di alcuni esemplari). Il diametro dorso-sternale è molto maggiore, proporzionalmente, che nell'inglese. La larghezza tra i gomiti è maggiore nel greyhound. Lo sterno nel galgo è lungo, orizzontale: il petto, pur essendo profondo, non giunge mai all'altezza del gomito. Dobbiamo insistere sul fatto che lo sterno è lungo, flessibile e orizzontale, per cui l'intervallo sub-sternale è molto basso. Questo dettaglio anatomico determina l'esistenza di un diaframma molto più ampio, insieme ad un volume polmonare maggiore, sempre in proporzione alla taglia più contenuta del galgo.


Questa disposizione anatomica determina due conseguenze funzionali:

1-        Il gran volume polmonare permette un minor numero di inspirazioni per realizzare lo stesso sforzo.

2-        L'ampiezza del muscolo diaframmatico permette una maggiore intensità nei movimenti respiratori, in modo tale che, tanto le inspirazioni quanto le espirazioni, arrivino ad essere complete, in modo riflesso e fisiologicamente normale.

Nel levriere inglese, il petto è più cilindrico, le costole sono più arcuate. La cavità toracica scende fino al livello dell'articolazione del gomito. La linea petto-addominale sale regolarmente e continuativamente fino al ventre, delimitando un perimetro dell'intervallo sub-sternale più ridotto che nello spagnolo. Questo fattore esterno si rifletterà in una minore capacità di estensione del diaframma. I galgos españoles hanno la linea dorso-lombare arcuata, convessa. Si dice che "le lepri si uccidono con i lombi". L'impulso del movimento gli viene dal quarto posteriore. E proprio qui si trova uno dei principali dettagli, definitori del cane da fondo. La lunghezza è il parametro dominante in tutte le regioni del levriere spagnolo. La profondità della cassa toracica, la massima dimensione del suo diametro longitudinale e la prolungata massa muscolare lombare, determinano la lunghezza e magrezza e la grazia delle linee nei muscoli propulsori. Nel greyhound, questi muscoli posteriori sono potenti, massicci, raccolti nella zona vicina alle estremità, sopra al femore, e la zampa resta quindi molto stretta, priva di peso, con un garretto molto marcato nel quale si incontra un lungo tendine. Nello spagnolo i muscoli sono ampi, estesi, dall'irrigazione più continua e più fluida. Non si raccolgono tanto a livello ischiatico, scendono avvolgendo la tibia fino a confondersi con l'osso del garretto. Il muscolo adotta una conformazione più allungata, in cui l'area di esposizione è più ampia. Si favorisce così la ventilazione ed il movimento circolatorio. Le reti vascolari nello spagnolo sono più copiose, più ampie. La congestione muscolare che ha luogo dopo lo sprint nel greyhound non si realizza nel galgo e se accade l'apparato circolatorio si incarica di evacuare il sangue immagazzinato, al fine di distendere e rilassare il tessuto muscolare, che rapidamente si trova pronto per un'altra corsa. Tutta l'anatomia del galgo è predisposta a questa funzione. Nel levriere ispanico si ricercano due obiettivi fondamentali: velocità e resistenza. Non bastano per se stessi gli organi di impulso e avanzamento. La corsa del galgo a caccia è sufficientemente accidentata, tanto rapida e brusca, per cui sono necessari organi con funzioni accessorie e imprescindibili per regolare la propulsione, l'equilibrio e la direzione. Abbiamo già studiato le caratteristiche peculiari della testa e del collo in senso regolatore, è ora necessario analizzare la conformazione e la "missione" differente della coda del galgo español, che è lunga e deve scendere almeno tre o quattro cm sotto al garretto. Come scrive Collantes deve "agire come ammortizzatore e leva della colonna vertebrale". Per il galgo da caccia, ovviamente, è necessario un organo di equilìbrio più sviluppato di quello del cane da cinodromo. I continui scarti, le virate, cambi di direzione lo esigono. Il numero superiore di vertebre coccigee è da sempre una qualità richiesta ad ogni levriere da caccia. La coda dei greyhound è un po' più corta di quella del galgo. Il pelo nel levriere spagnolo può essere liscio o duro, quest'ultimo con la muscolatura ben in vista al di sotto del pelo. Il tipo liscio deve avere il pelo corto, fine, molto lucido, nei diversi colori ammessi, tenendo però presente che sono considerati più tipici il tigrato e il nero. Deve avere anche una lunghezza maggiore sulla parte posteriore delle cosce. Il pelo nel levriere inglese è fine e compatto, raso e di tessitura vitrea; per questa razza sono accettati tutti i colori.

I piedi del galgo hanno la caratteristica forma di lepre e sono più allungati di quelli del greyhound che sono più raccolti. Tentare di definire un modello caratteriale del galgo español è alquanto difficile. Lo standard descrive il levriere spagnolo come un cane serio e riservato, ma per la conoscenza che ho della razza e l'esperienza riportatami dagli allevatori spagnoli, credo che possano esistere esemplari dal carattere sopracitato, come altri dal carattere vivace ed espansivo; ma di una cosa sono profondamente convinta: che è quasi impossibile che esistano galgos che rinuncino all'inseguimento sul vivo. La continua selezione e il costante addestramento per la caccia fanno di questo levriere un cane appassionato ed un autentico cacciatore. Per quel che riguarda il greyhound, lo standard lo definisce affettuoso ed equilibrato, sicuramente i cani di linee di sangue da lavoro dimostrano un ardore ed una passione veramente eccezionali. Un discorso diverso va fatto per il tipo da esposizione (distinzione non valida per il galgo español in quanto non esistono un tipo da caccia e uno da bellezza), che l'abitudine al ring ha modellato e addestrato ad essere un cane equilibrato e mansueto, anche se in alcuni casi, greyhounds da show dimostrano passione per la competizione. 

Una lettura seria e attenta dei due standard dimostra quanto questi due levrieri siano differenti; e non può essere che così, vista la diversità dei loro paesi d'origine, delle tradizioni, del terreno e delle lepri in essi presenti; ma soprattutto visto il lavoro cui è stato sottoposto il levriere inglese in questo secolo, che ha mirato a selezionare un cane dalla velocità e dallo scatto impressionanti e che viene utilizzato soprattutto nei cinodromi; mentre il galgo continua ad essere il grande cacciatore di sempre, le cui caratteristiche principali sono, oltre alla velocità, la resistenza, la tenacia e la capacità di sostenere varie corse sulla lepre nella stessa giornata.