Alimentazione Naturale; Estratto da The Complete Herbal Handbook for the Dog and Cat – Juliette de Bairacli Levy


Biografia di Juliette de Bairacli Levy

11 novembre 1912 - 28 maggio 2009

Juliette de Bairacli Levy è un'erborista di fama mondiale, autrice, allevatrice di levrieri afghani, amica degli zingari, viaggiatrice alla ricerca della saggezza delle erbe e pioniera della medicina veterinaria olistica. Juliette ha al suo attivo una lunga serie di cure spettacolari e i libri che ha scritto sono stati di vitale ispirazione per l'attuale rinascita delle erbe.

Juliette è nata l'undicesima ora dell'undicesimo giorno dell'11 mese, quasi nel 1911 (in realtà nel 1912) a Manchester, in Inghilterra. I suoi genitori erano ebrei: sua madre egiziana e suo padre turco. Juliette è cresciuta in una famiglia con tre sorelle e due fratelli, una tata, un autista, una domestica e un giardiniere. Ha studiato al Lowther College, una delle migliori scuole femminili in Gran Bretagna, e ha continuato a studiare medicina veterinaria nelle università di Manchester e Liverpool. Tuttavia, Juliette non approvava la vivisezione e la sperimentazione animale che stava avvenendo nelle università in nome della scienza e della salute. Quindi lasciò l'università dopo due anni e andò a studiare con gli zingari e i contadini del mondo.

Alla fine degli anni '30 Juliette gestiva una clinica per la cura del cimurro a Londra dove, in un momento in cui molti cani stavano morendo per questa malattia, curava e curava centinaia di cani con il digiuno, le erbe e una dieta naturale. Tra gli altri, ha curato i cani di Douglas Fairbanks, il tenore Richard Tauber, il proprietario di Sutton Seeds e Arthur Guinness (della birra Guinness). Inoltre, quando molti cuccioli di levrieri afghani stavano morendo di cimurro, Juliette ha allevato una cucciolata di cuccioli con i suoi metodi di allevamento naturali e questi cuccioli hanno vinto il Best in Show al Crufts. I discendenti di questa cucciolata, conosciuta con l'affisso di Juliette, Turkuman, divennero in seguito campioni in Inghilterra, America e in tutto il mondo. Negli anni '40, Turkuman Nissim's Laurel ha vinto il Best in Show a Westminster - fino ad oggi l'unico afghano a vincere il Best in Show in questo evento. Turkuman Nissim's Laurel è stato raffigurato sulla copertina della rivista Life.

Fu negli anni '30 che Juliette sviluppò una linea di integratori a base di erbe per animali noti come prodotti naturali per l'allevamento. Per i successivi 50 anni questi furono gli unici prodotti del loro genere sul mercato. Oggi questi integratori sono ancora distribuiti in tutto il mondo.

Durante la seconda guerra mondiale Juliette lavorò nell'esercito di terra femminile raccogliendo muschio di sfagno che veniva usato sulle ferite dei soldati. Dopo la guerra andò nello Yorkshire, dove guarì migliaia di pecore che erano state dichiarate incurabili dai veterinari convenzionali. Questo lavoro la portò all'attenzione di Sir Albert Howard, fondatore della Soil Association e ideatore dei moderni metodi di agricoltura "biologica". Sir Albert Howard incoraggiò Juliette a imparare tutto ciò che poteva sui trattamenti a base di erbe per animali.

Negli anni '40, viaggiando in America, Spagna, Francia, Nord Africa e Turchia, Juliette raccolse rimedi erboristici dalle popolazioni nomadi e contadine di queste terre. Quando il suo Complete Herbal Handbook for Farm and Stable (Il Manuale Completo per le cure con le erbe per gli animali da fattoria) fu pubblicato nel 1951, fu il primo manuale erboristico veterinario mai pubblicato fino ad allora, in quanto l'arte dei maniscalchi, degli zingari e dei contadini veniva tramandata solo verbalmente. Juliette divenne così la pioniera di quella che oggi è conosciuta come cura olistica degli animali. Ha continuato a scrivere The Complete Herbal Book for the Dog. Entrambi questi libri insieme al Illustrated Herbal Handbook for Everyone (Manuale illustrato delle erbe per tutti) e Natural Rearing of Children (Crescere i Bambini Naturalmente) sono diventati dei classici e molte generazioni di esseri umani e animali sono stati allevati e guariti grazie a questi libri.

Faber & Faber, gli editori di Juliette, affermano che negli ultimi 50 anni hanno sempre ricevuto più domande su Juliette che su qualsiasi altro loro autore incluso T.S. Eliot, Ted Hughes e William Golding.

I due figli di Juliette, Luz e Rafik, nacquero all'inizio degli anni '50. Ha portato i suoi figli a vivere in Israele dove hanno allevato gufi, falchi, cani, capre, asini e api. Juliette divenne famosa per aver salvato i suoi alveari dalle api durante l'attacco di sei giorni. In Israele e in seguito, quando si trasferì in Grecia, Juliette continuò a scrivere, allevare levrieri afghani, fare giardinaggio e raccogliere rimedi erboristici. Oltre ai suoi libri di erbe, ha scritto diversi libri di viaggio, due romanzi e tre libri di poesie.

Negli ultimi anni di vita Juliette è andata in America ogni estate per tenere lezioni, convegni e seminari sulla fitoterapia. In America è diventata la nonna dell'attuale rinascita delle erbe. Nel 1998 al loro HerbFest in Iowa, Frontier Herbs ha conferito a Juliette un Lifetime Achievement Award per il suo contributo al mondo delle erbe.

The Complete Herbal Handbook for the Dog and Cat – Juliette de Bairacli Levy 

Il Manuale Completo delle Erbe per Cani e Gatti 

Traduzione amatoriale privata

PRIMA PARTE 

ALLEVARE NATURALMENTE CANI E GATTI 

La Dieta per i Cani

Questo capitolo è di fondamentale importanza per il libro; a confronto, gli altri capitoli diventano appena complementari. ‘Siamo quel che mangiamo!’ era una famosa massima degli antichi medici, anche se non era del tutto corretta poiché, per quanto riguarda gli esseri umani, il nostro stato d’animo gioca anch’esso un ruolo importante per la nostra salute. I cani si possono nutrire per ottenere una salute buona, indifferente o cattiva. E’ da molto tempo che una delle mie più grandi gioie è quella di veder crescere gli animali in perfetta e duratura salute con i metodi di Madre Natura, con la consapevolezza, a scanso di qualsiasi dubbio, che grazie al cibo e l’esercizio fornitogli, giorno dopo giorno, essi saranno sempre più sani, e non conosceranno mai – davvero non potrebbero – la malattia. Cani, gatti, capre, cavalli, falchi, tutti hanno provato i benefici della crescita secondo Natura, in contrapposizione con quella artificiale o scientifica. Com’era diverso in quegli allevamenti in cui ho passato i miei primi periodi da apprendista appena dopo aver lasciato gli studi di veterinaria (dove avrei voluto laurearmi come medico veterinario, ma in cui rimasi soltanto per poco tempo - meno di tre anni). Sia all’università che nei vari allevamenti – tra cui diversi molto famosi in Inghilterra – ho visto molte malattie. La perdita prematura dei cuccioli veniva accettata come fosse nella norma, ed ogni allevamento viveva nel terrore del cimurro, cose che mi lasciava basita. Mi sembrava tutto così sbagliato, l’accettazione inevitabile della malattia: perché gli animali domestici, così come i bambini, erano così vulnerabili alle malattie, mentre altre creature – ad esempio gli uccelli selvatici – rimanevano quasi totalmente immuni? Era l’uomo la causa di tutti i problemi? Sì, l’uomo provocava la malattia, inflitta nel suo stato innaturale su tutto ciò che sopperiva al suo dominio, dagli animali alle piante. Cominciai presto ad ammirare tutto ciò che era selvatico: la salute palpabile dei cavalli e dei cervi selvatici che vidi in alcune parti disabitate d’Europa, dove mi piaceva soggiornare appena possibile, mi ispiravano, così come la salute delle piante selvatiche in contrasto con quelle coltivate. Non ho mai visto le rose selvatiche malate: confrontatele invece a quelle coltivate, che soffrono spesso di svariate malattie. Mantenere la mia vita e quella di tutti i miei animali – cani, gatti, capre, cavalli – il più possibile vicino alla Natura divenne quindi un obiettivo fondamentale per me; e la risultante buona salute dei miei animali, dei miei figli e mia è stata la ricompensa più appagante nei confronti di qualsiasi problema affrontato. Questa è la prima e suprema legge per crescere un cucciolo o un gattino sani, una vita naturale e una dieta a base di cibi naturali. La vita naturale sarà trattata approfonditamente nel capitolo sulla cura generale dei cuccioli, questo capitolo riguarda invece principalmente la dieta. Parlerò di dieta anche in altri capitoli di questo libro ma qui la approfondisco, tenendo a mente sempre che dipende dall’uomo se un animale vivrà tutta la sua aspettativa di vita in vera e totale salute, o se verrà interrotta durante la crescita, o se vivrà una vita misera in salute precaria. Il cibo ha tre scopi per chi lo consuma: nutrire, far crescere e proteggere la salute. Il Dott. Howard Schneider, domanda: ‘Possiamo favorire la resistenza alle infezioni attraverso la dieta? E’ un argomento che non finisce mai di provocare discussioni’. Questo libro sulle erbe aiuta a dimostrare che la dieta naturale ha un’influenza molto vasta ed efficace sulla prevenzione delle malattie. 

NUTRIRE CON LA CARNE 

Il cane appartiene all’ordine dei carnivori e allo stato selvatico era un animale che si nutriva di carne. Gli scheletri ben conservati di cani selvatici o semi-selvatici dimostrano che godevano di una salute di ferro. Quindi, prima di tutto e soprattutto, il cane mangia carne, la sua totale anatomia si è adattata a una dieta a base di carne: la conformazione della dentatura è atta a lacerare e frantumare, le mascelle hanno muscoli possenti, lo stomaco è molto piccolo e muscoloso, l’intestino è corto (per evitare la putrefazione della carne) e, soprattutto, i succhi gastrici sono molto potenti e peculiari dei carnivori – quei succhi gastrici che possono dissolvere persino pezzi di ossa. Quando in salute, i succhi gastrici e la saliva sono fortemente antisettici, pertanto la carne molto matura e quella di animali ammalati – cibo che ammazzerebbe un essere umano in men che non si dica – può essere mangiata senza effetti deleteri. La carne di colore innaturale (molto infiammata) deve essere evitata, generalmente denota che l’animale ha avuto la febbre alta, e i cani di solito la rifiutano. La capacità digestiva del cane è molto piccola quando paragonata, ad esempio, a quella della capra – un animale dalla mole simile a quella di alcune razze canine grandi. Gli erbivori – cavalli, bovini, ecc. – hanno un’enorme capacità di stomaco e possono consumare molti chilogrammi di cereali e foraggio in poco tempo mentre il cane, con il suo stomaco piccolo, ha spazio soltanto per limitate quantità di cibo. Di conseguenza, la regola generale per l’alimentazione dei cani è quella di dare piccole quantità di alimenti molto concentrati, di cui la carne è fondamentale. La carne cruda, somministrata a pezzi, fa lavorare i muscoli dello stomaco e dell’intestino a pieno ritmo, nonché i succhi gastrici e naturalmente fa utilizzare i denti specializzati aiutando la formazione della mascella. Se si sostituisce con altro tipo di cibo, ci sarà un deterioramento degli organi digestivi del carnivoro. Considerato tutto questo, è comprensibile che la carne cruda debba formare il 75% della dieta di ogni animale carnivoro. Sull’argomento dell’alimentazione con la carne, Shikari Man Mahipal Sinha, il capo cacciatore del Maharajah di Namli, in India, mi inviò una lettera interessante. Era pienamente d’accordo con le mie scoperte riguardo il fatto che la dieta a base di carne fosse l’unica salutare per tutti i carnivori, e i suoi cani da caccia venivano alimentati con la carne. Soltanto durante la stagione più calda diventava sconsigliabile nutrirli con la carne, e i cani venivano mantenuti con una dieta leggera a base di cereali integrali cotti, latticini, e cibi simili. Queste considerazioni sono abbastanza accettabili per me: capisco bene che in paesi dai climi estremi, in cui i cani vengono impiegati in lavori estenuanti, ci siano periodi di alimentazione più pesante (carne) seguiti da lunghi intervalli di riposo, quando i cani vengono mantenuti con un regime di semi-digiuno. I cani da caccia di Namli sono mantenuti con una dieta leggera di cereali mentre ad esempio i cani da slitta artici ricevono pochissimo cibo in estate. Quando smettono di lavorare e vengono lasciati liberi, si mantengono con una dieta a base di pesce crudo, la maggior parte del quale se lo procurano da soli. La carne è un alimento molto concentrato; quando l’erbivoro è in buona salute, la sua carne dovrebbe essere costituita da alimenti vegetali importanti altamente nutrienti di cui si è cibato: erba verde, cereali integrali, acqua fresca dai ruscelli e dalle sorgenti, radici, ed insilato (questi alimenti vengono somministrati al bestiame cresciuto naturalmente, in contrapposizione con i mangimi artificiali, paglia trattata con acidi – persino la segatura! – che producono carne malaticcia ed eccessivamente grassa). La carne cruda contiene la cellulosa degli alimenti vegetali (che il cane può digerire solo con difficoltà e in quantità molto limitate allo stato naturale) convertita in proteine dalla digestione dell’erbivoro e resa disponibile come muscolo, e facilmente assimilabile da parte del cane. Tale carne ha un contenuto equilibrato di vitamine e minerali ed è un cibo assolutamente naturale per il cane, tanto quanto, in modo del tutto similare, è innaturale per l’essere umano, a causa della struttura corporea non-carnivora dell’uomo (il sistema digerente più lungo), provocando un eccesso di urinazione con conseguente indurimento delle arterie e dei legamenti che conducono all’invecchiamento precoce. Gli animali che si cibano di carne completano il ciclo in circa 8 ore mentre gli esseri umani impiegano, all’incirca, 48 ore per far attraversare circa 10 metri di intestino al cibo consumato. Non abbiamo spazio qui per parlare dell’alimentazione umana. Gli allevatori possono far riferimento agli eccellenti libri del mio amico Prof. Dott. Edmond Szekely (pubblicato da Keats Publishing Inc., New Canaan, USA, con il titolo Three by Szekely). Ad ogni modo ci tengo a dire che dal momento che gli che esseri umani (fortunatamente) non sono in grado di mangiare la carne cruda, e quindi devono cucinare tutta la carne, essi perdono la maggioranza delle proprietà vitali di questo alimento; la cottura distrugge sia il contenuto vitaminico che le forze cosmiche tanto importanti e incommensurabili che si riuniscono nella carne degli erbivori grazie alla loro dieta vegetale. Oggi abbiamo poca scelta dal macellaio o al supermercato. La carne di capra e di pecora con cui vengono allevati i coraggiosi cani da caccia dell’Est, e che sono i tipi di carne più adatti per il cane, è raramente disponibile. Le razze toy andrebbero meglio con una dieta a base di carne di coniglio o pollo. Suggerirei agli allevatori di fare buon uso della carne nel seguente modo: petto di montone (anche le piccole ossa possono essere somministrate, e sono prontamente digeribili per qualsiasi cane in buona salute, cioè con intestino forte e muscoloso), teste di pecora, incluso i nutrienti occhi e il cervello (c’è un minimo rischio di infezione da parassiti che a volte si trovano nel cervello delle pecore, ma il rischio è davvero inesistente se si tratta di un animale in salute che è generalmente immune allo sviluppo di parassiti interni – vermi e batteri); guance di bovino, una parte molto digeribile della carcassa e ricca di minerali (le teste di pecora e le guance bovine possono essere date con l’osso – il cane strapperà tutta la carne con i denti); la trippa di qualsiasi animale (cruda, non pulita da animali che consumano foraggio è un toccasana per tutte le razze canine). L’ho imparato da uno zingaro nella Foresta di Dean: quest’uomo aveva allevato molti famosi greyhounds, e mi disse che questo alimento era il miglior tonico naturale. L’ho dato anche io e i miei cani ne hanno tratto molti benefici. Inutile dirlo, tutti i cibi elencati sopra devono essere somministrati soltanto crudi; nessuna cottura di carne deve mai essere tollerata nell’allevamento naturale (Natural Rearing o NR). Anche le interiora di conigli e lepri vanno usati. Gli intestini dei conigli possono portare la tenia, ma essa ha vita breve nel cane veramente sano ed in ogni caso una dieta tradizionale cotta fa correre molto di più il rischio di tenia che diventa anche più difficile da debellare. Lewis Godfrey, allevamento Don, ad Hastings, nel Michigan, in USA, scrive molto dettagliatamente riguardo la somministrazione di frattaglie ai suoi borzoi. Gliene da’ di ogni tipo: manzo, pollo, pesce. Sottolinea la qualità del grasso che li ricopre e afferma che la maggior parte dei borzoi sono carenti di grassi nella dieta. La carenza di grasso è in effetti reale nella dieta tradizionale della maggior parte delle razze canine, tuttavia bisogna somministrarne con parsimonia; per un cane di taglia media, circa un cucchiaino da dessert e mezzo a pasto, diverse volte la settimana. Sulle tavole della legge di Mosé, il grasso è un cibo proibito per gli Israeliani. Tuttavia contiene l’utilissima vitamina A. Infine, ecco come deve essere somministrata la carne: la prima regola più importante, lo ribadisco, è sempre cruda. Molti veterinari – con a capo l’innaturale e imprecisa teoria sulla malattia di Pasteur – consigliano di sterilizzare, cuocendo, tutta la carne somministrata ai cani. Questa era anche la regola ufficiale del Governo Britannico nei centri di addestramento cinofilo (per i cani dell’esercito), dove, di conseguenza, la salute di molti cani non era soddisfacente (molte perdite di cuccioli a causa di malattie, in particolare il cimurro, nonostante fosse obbligatorio vaccinarli). Il motivo principale per cui i proprietari di cani cuociono la carne è la mera convinzione che la cottura la renda più sicura. La teoria è tanto superata come quella di Lister, che versava i suoi malfamati disinfettanti con acido carbolico sulle ferite aperte per uccidere i germi della ‘malattia’ e di conseguenza uccideva anche tutti i batteri benefici che sono responsabili della guarigione del tessuto e che quindi ritardava (a volte completamente) la guarigione delle ferite trattate in questo modo innaturale. Le misure drastiche di qualsiasi sorta non saranno mai benefiche per la vita, e la somministrazione di carne o latte alterati dalle forze del calore porteranno soltanto alla degenerazione della salute, perché nessuno può conoscere la vera salute quando si alimenta con cose morte e tutti i cibi cotti – fatta eccezione per i semi naturalmente duri dei cereali, che vengono ben usati dopo essere stati esposti al calore dei raggi solari per la loro stessa maturazione e quindi resistono parzialmente alle forze distruttive del fuoco per cucinare – sono sostanze innaturali, rovinate. Cucinare la carne ha conseguenze dannose uccidendo le forze vitali presenti in tutte le sostanze organiche. La cottura digerisce in parte – artificialmente – la sostanza e in questa procedura innaturale di distruzione dei tessuti della carne, il lavoro corretto dello stomaco, dell’intestino e dei succhi gastrici, essendo già stato svolto prima di somministrarlo al cane, questi organi non vengono fatti lavorare correttamente; e quando questa procedura viene svolta giorno dopo giorno, è comprensibile – ed è veramente una legge della Natura – che si indeboliranno e atrofizzeranno, finché prima o poi non saranno più capaci di svolgere il loro lavoro naturale. Inoltre, le delicate papille gustative si saranno alterate, a causa di un’aberrazione della dieta naturale; le gustose caratteristiche della carne cotta faranno in modo che i cani rifiuteranno le loro diete normali di carne cruda perché il palato preferirà i sapori più forti del cibo cotto. L’appetito e le preferenze di cibo, come per l’uomo, non sono una guida per gli alimenti adatti al cane domestico in quanto, il risultato della somministrazione di alimenti innaturali per molte generazioni, fa alterare i gusti della dieta. Oggi, migliaia di cani – in effetti quando si tiene conto di tutti i cani domestici, la maggioranza dei cani – vengono nutriti con del cibo cotto: molti sono privati del tutto di carne e nonostante ciò i cani sopravvivono. E’ vero anche che diventano ospiti per una moltitudine di vermi, hanno un odore sgradevole, hanno un alito cattivo, e invecchiano rapidamente; il 70% di essi hanno disordini renali intorno ai 7 anni di età e cominciano a perdere la vista e l’udito; i denti sono così ricoperti di un deposito tartareo marrone che deve venir rimosso dal veterinario frequentemente. Ma sopravvivono. Quanto è diverso l’effetto di tale dieta su un animale i cui antenati sono stati allevati con un’alimentazione strettamente a crudo per molte generazioni, e che sono stati svezzati e cresciuti fino a metà della propria gioventù con la stessa dieta, quando vengono messi improvvisamente di fronte ad alimenti completamente estranei al loro sistema – cibi immondi. L’effetto devastante per il corpo, incluso il sistema nervoso, può ben essere immaginato e compreso. Per questo motivo, quando allevate strettamente secondo Natura qualsiasi animale, assicuratevi che coloro che acquisteranno il vostro animale continueranno con la stessa dieta sana. Io personalmente, così come tanti altri allevatori, posso indovinare subito osservando la dentatura, gli arti, e gli occhi, se quel soggetto è stato cresciuto naturalmente oppure no, e raramente mi sbaglio. Molti allevatori mi hanno detto: ‘Gli animali allevati naturalmente hanno un aspetto così diverso! Sono così vivaci e vitali!’ Quando li incontri nelle esposizioni cinofile, i cani cresciuti naturalmente fanno sembrare tutti gli altri rigidi e vecchi; non è sorprendente che molti dei cani che vincono in esposizione oggi siano allevati naturalmente. 

Uno dei peggiori difetti della carne cotta e di altri cibi cotti, in particolare il latte – la cottura modifica la natura della sostanza – è il loro effetto quando vengono conservati per un po’ di tempo. E’ del tutto differente dal naturale. La carne cruda, quando conservata per molti giorni, in particolare quando fa caldo, diventa ‘carica’ o puzza di selvatico; acquisisce un odore forte; talvolta si ha la formazione di una muffa grigia; internamente diventa molto tenera. Può essere somministrata a qualunque animale in totale sicurezza perché è del tutto naturale per il cane nutrirsi di carne in questo stato. Infatti, scavare e mangiare della carne sepolta da molto tempo è uno dei sommi piaceri di un cane veramente sano i cui istinti naturali non sono stati rovinati dalla dieta cotta, poiché dobbiamo tenere bene a mente che il cane è sia un animale necrofago naturale tanto quanto predatore. La carne cotta è molto diversa dopo la conservazione di diversi giorni. Prende una colorazione verdastra ed essuda. Somministrare carne cotta è come somministrare veleno puro, in tutti i sensi. Il Sig. Fairfax-Blakeborough, che scrive sempre degli articoli interessanti su Dog World (in Inghilterra) e anche su altre riviste, si definisce un vero studioso e amante appassionato della Natura, sostiene i miei continui scritti sulla somministrazione essenziale di carne cruda. Cita anche gli allevatori di greyhounds di un tempo che preferivano la carne di montone, e questo cibo è sempre stato la mia preferenza per tutti i cani tranne che per quelli di taglia gigante che possono mangiare tranquillamente anche quella più coriacea di cavallo e manzo. Una citazione del Sig. FairfaxBlakeborough su Dog World: 

Un mio amico che è riuscito in qualche modo a gestire un bel numero di terrier, cani da caccia e altre razze durante gli anni della guerra, è a favore dell’alimentazione a crudo. Se i cani trovano una pecora sotterrata scavano e la mangiano, e sembrano gustare e prosperare con questa carogna, per cui non sono del tutto sicuro che questo non sia molto vicino alla Natura, sulla quale l’uomo difficilmente può apportare miglioramenti. L’altra sera cenavo con il Sig. D.W.E. Brock, che aveva appena rilevato il branco eterogeneo di Cumberland e mi ha detto che ha constatato che somministrare carne cruda ha prodotto i cani più solidi e in forma di sempre, e che non crede che gli allevatori torneranno ai pastoni di avena sulla stessa scala e sebbene gli sia capitata l’occasione di bollire della carne per evitare che si contaminasse, spesso gliel’ha data ai cani anche se ‘non era proprio come doveva essere’ senza alcuna conseguenza. (Se gli allevatori prendessero l’abitudine di scavare delle fosse profonde tra le radici all’ombra di un albero, e ci mettessero dentro della carne, tutti i problemi di contaminazione sarebbero superati, poiché la carne sepolta ‘matura’, non si contamina – J. de B.L.)… Poi è seguita una discussione interessante se tali carcasse non potrebbero essere ben utilizzate proprio per la natura della specie canina, che preferisce la carne che è rimasta sepolta per qualche tempo, e che sembra essere dimostrato dalle ottimali condizioni del pelo. 

Spesso mi rendo conto, quando ripenso a tutto il mio lavoro sui cani, che se fossi in grado di inculcare due cose nel mondo cinofilo – il digiuno nei cani ammalati e l’alimentazione con solo carne cruda (mai cotta, in nessuna forma) – allora i miei anni di lavoro sui cani non sarebbero stati inutili. Il problema di mantenere la carne cruda al sicuro dai devastanti attacchi delle mosche carnarie nei mesi estivi e primaverili non è semplice, specialmente quando viene usata in grandi quantità negli allevamenti che magari sono dislocati lontani dai fornitori. Questo è uno dei motivi per cui negli allevamenti si preferisce tenere pochi soggetti. 

Quindici levrieri afghani (incluso i cuccioli) è il più grande numero di cani che io abbia tenuto contemporaneamente, ed era troppo. Sono sempre riuscita a dargli carne cruda, anche durante i mesi estivi, perché utilizzavo un metodo antico delle popolazioni dell’Est conservando la carne sottoterra in un luogo ombreggiato.